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Una visita al Castello Casanova a Gais

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Una visita al Castello Casanova a Gais

castello casanova

Il castello Neuhaus, noto anche come Castello Casanova, si trova a Gais nella Valle di Tures e fu costruito nel periodo tra il 1240 e il 1245 dai Signori di Tures, che la chiamarono “nuova casa” quando allargarono la costruzione e la proprietà.

Dopo la scomparsa dei Signori di Tures il castello divenne proprietà dei nobili di Gorizia-Tirolo. A partire dal XVII secolo il Castello iniziò a mostrare segni di decadimento e il proprietario di quei tempi, il Conte di Künigl, fece costruire la “Pflegerhaus” nei pressi del Castello, come rifugio. Non furono fatti molti lavori di restauro fino al 1924, quando il castello Casanova ormai in rovina, fu rilevato dal conte Cäsar Strassaldo-Grafenberg che lo riportò alle condizioni iniziali. Durante la seconda guerra mondiale, il Castello Neuhaus fece da riparo al poeta americano Ezra Pound. Oggi, è diventato una proprietà privata ed è adibito a ristorante.

Quello che si sa con certezza è che quando venne eretto, Castel Casanova doveva fungere da recinto, capace di accogliere una piccola guarnigione stanziale. In questa zona, accadeva spesso che ci fossero guarnigioni che controllavano la strada sottostante le strutture. Nei pressi del Castello Neuhaus c’era una strada importante che collegava tutte le proprietà terriere ed edili dei signori della Val Pusteria. Sul lato settentrionale del mastio si intravede ancor oggi una piccola torre di tipo pensile, probabilmente ritoccata nel primi anni del Novecento, che dava una visione perfetta della zona.

La struttura è bellissima, soprattutto perché si erge su un pendio boscoso e sembra accoglierci in un mondo di altri tempi. Questo castello è interessante perché nel corso della sua lunga vita ha fatto da casa a molte personalità di grande importanza a livello culturale.

La famiglia di artisti Bacher visse qui per qualche anno e all’interno della stessa famiglia di nobili che hanno abitato queste mura, sono nati pittori e scultori. E non è difficile immaginare perché, basta arrivarci dal percorso numero 5 che parte da Gais: la struttura emerge dagli alberi, è immersa nel silenzio del bosco, e ci collega a Villa Ottone.

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