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Mangiare in Val Pusteria: cosa non può (assolutamente) mancare!

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Mangiare in Val Pusteria: cosa non può (assolutamente) mancare!

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Un bel piatto di canederli o una fettina dello speck più gustoso che abbiate mai assaggiato… Sono solo due dei motivi per cui la Val Pusteria è in effetti un altro dei paradisi culinari dell’Italia. Sono tante le cose da provare e mangiare in Val Pusteria, e la varietà dei piatti equivale solo a quella dei paesaggi incredibili in cui li consumerete!

La tradizione culinaria della Val Pusteria è strettamente legata alla storia di questa terra. Tutte le cittadine della valle erano in principio piccoli villaggi, dove gli abitanti vivevano soprattutto di agricoltura. Per questo la matrice contadina è così forte in ogni piatto che viene servito, che mano a mano si sono fuse con le tradizioni ladine e mediterranee, dando origine ai piatti che vi andiamo a presentare.

Mangiare in Val Pusteria: i must have!

Iniziamo dai canederli. Nascono tradizionalmente dalla commistione con i nostri vicini tedeschi: i canederli sono grossi gnocchi di pane che vengono preparati a mano mischiando formaggio o/e speck, e successivamente cotti nel brodo di carne. Sono un piatto estremamente nutriente e caldo, tanto che rasentano la perfezione dopo una giornata passata fuori sulle piste da sci o a fare trekking. La natura “povera” del piatto è probabilmente il simbolo di una preparazione inventata per evitare gli sprechi in casa, di pane raffermo e avanzi di formaggi e salumi. Oggi i canederli sono un simbolo così forte dell’Alto Adige che è possibile trovarli veramente di ogni gusto, forma e abbinamento in tutta la Val Pusteria.

Ora passiamo a sua maestà lo speck. Questo prosciutto crudo lievemente affumicato è l’ambasciatore del gusto della valle, perché gli aromi e l’affumicatura nascono da una ricetta creata proprio qui, nata per preservare la carne più a lungo. È un vero e proprio evento culinario per tutta la regione e accompagna le tradizioni dal 1200 d.C. secondo alcuni documenti. Da questo periodo in poi, si sono registrati due differenti modi di conservare la carne di maiale: al Sud, ricoperta e trattata con il sale, diventa il buonissimo prosciutto crudo, al nord si preferisce l’affumicatura. In Alto Adige queste due varianti si sono unite, dando origine a quello che oggi conosciamo come speck e che molti, contadini e macellai, producono ancora oggi con le stesse tecniche della tradizione. Si tratta del re della tavola, e sarà difficile una volta arrivati in Val Pusteria, non trovarlo proposto in molti piatti o proprio come perfetto starter, anche in molti rifugi e malghe della valle.

Finiamo il nostro primo viaggio culinario nella Val Pusteria con un bel dolce: il Krapfen. Una vera prelibatezza per il palato, è il dolce per eccellenza che viene servito in ogni occasione. È composto da una pasta lievitata e fritta, che viene accompagnata da diversi tipi di topping: la tradizione vuole che i krapfen siano ricoperti di marmellata di albicocca, ma ne esistono tantissime varianti ormai, con il cioccolato o la crema e, in alcuni casi, anche Krapfen salati con ricotta, rape rosse o crauti. La ricetta è tramandata di generazione in generazione da tempo immemore, facendo di questo dolce un piatto antico preparato con lo stesso metodo che si usava in antichità.

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