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Mi raccomando: Natale è Natale!

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Mi raccomando: Natale è Natale!

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Il Natale si avvicina; e i nostri cori, finalmente, torneranno ad essere i veri protagonisti musicali di questo magico periodo dell’anno!

E voi, avete già organizzato il vostro concerto di Natale? Perché è proprio su questo argomento che oggi vorrei condividere qualche spunto di riflessione; piccoli suggerimenti per quei pochi che ancora avessero bisogno di qualche idea.

Iniziamo dal programma; in generale, eviterei di proporre brani che con l’atmosfera natalizia c’entrano poco o niente: non dimentichiamo che la gente mangerà  i dolci di Natale, si scambierà i regali di Natale, farà pranzi e cene di Natale… Se verranno ad un nostro concerto, facciamogli anche ascoltare i canti di Natale!

Poi, il presentatore o la presentatrice: che sia allegro, spigliato e guardi sempre il pubblico! Non sottovalutate questo ruolo perché, soprattutto in un programma ad antologia, i bravi presentatori danno ritmo alla serata con il giusto intervento tra un brano e l’altro.

Inoltre,  per sottolineare l’atmosfera natalizia sarebbe bene, quando possibile, “decorare” il concerto, un po’ come si fa con l’abete natalizio. In che modo? Anzitutto, ci aiuta il fatto che la maggior parte dei classici brani di Natale eseguiti da un coro siano in realtà trascrizioni di melodie tradizionali, adattate di volta in volta all’organico e all’occasione; e questo ci rende molto più liberi nell’aggiungere voci e strumenti.

Se, per esempio, conoscete un valido soprano proponetegli un intervento da solista per paio di brani. Dove inserirlo? Dipende dalla struttura del brano; se è di due strofe, la prima potrebbe essere eseguita dal coro e poi, come se fosse un ritornello, ripetuta tale e quale dal soprano solista (ma con un accompagnamento più leggero e sviluppato solo nei registri medio-alti). E’ vero, la melodia e le parole sono le stesse, ma il timbro risulterà completamente diverso! La seconda strofa inizierà, come la prima, solo con il coro; poi, come se si accendesse improvviso un faro sul palco, entrerà ancora la solista (non sarebbe male sottolineare quest’ingresso con un bel “crescendo” o “diminuendo” del coro) per concludere insieme. Applausi assicurati!

E ancora, se avete la possibilità di contattare quel piccolo coro di bambini della scuola vicino casa, fatelo! Pensate veramente che quei bimbi non siano pronti per cantare, anche ad una sola voce, la prima strofa di “Stille Nacht”? Per poi magari far entrare tutto il vostro coro con un contrasto timbrico di grandissimo effetto…

E per finire, nessuno ha un amico violinista che suona in un quartetto d’archi disponibile ad accompagnarvi? Lo so: mi direte che scrivere le parti per gli archi, o anche dirigerli con precisione, potrebbe essere un problema… Attenzione però a non sottovalutare i musicisti! Se avete in programma semplici e tradizionali canti di Natale, sarà sufficiente dar loro la partitura corale e sapranno ben accompagnare il vostro coro. Inoltre, chi suona in un quartetto è abituato a fare musica d’insieme e non ha bisogno di un direttore d’orchestra: l’importante è che abbiano ben chiaro il tempo e il quadro armonico del pezzo.

Insomma, care amiche e amici direttori di coro, da gennaio ci sarà tutto il tempo per proporre i madrigali di Marenzio e i mottetti di Bruckner… Ma ora, mi raccomando: NATALE È NATALE!

Tanti cari Auguri

 

Stefano Gentili

Direttore del Festival

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