Come si festeggia il Natale in Val Pusteria: usanze e tradizioni

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Montagne innevate, alberi imbiancati, il suono delle scarpe che scricchiolano sul ghiaccio. La Val Pusteria è decisamente il luogo dove l’immaginario collettivo sul Natale prende vita davanti ai nostri occhi. Ma mentre lo scenario circostante offre su un piatto d’argento una scenografia da film, dentro alle case, come si festeggia il Natale in Val Pusteria? Qui sopravvivono ancora tradizioni antiche, che riempiono questo periodo dell’anno di riti straordinari e personaggi… Particolari!

Tanto per cominciare, il natale inizia con l’avvento, cioè le quattro settimane di dicembre che ci portano al 25. Per onorarlo, ancora oggi, molte famiglie creano in casa la corona dell’avvento usando rami di abete bianco o di vite intrecciati e 4 candele che vengono accese una alla volta, ogni domenica fino al Natale. Adornate di fiocchi, nastri, pigne, bacche e spezie, le splendide corone acquistano luce ogni settimana che passa, in un rito famigliare sempre emozionante per gli abitanti. Strettamente legato a questa festività è anche il calendario dell’avvento. Diventato ormai famoso quasi a livello nazionale, è un’usanza nata per i bambini che, durante tutto dicembre, possono aprire la finestrella del giorno e trovare disegni o immagini, dolci, cioccolatini e piccoli pensieri.

Come si festeggia il Natale in Val Pusteria?

In Alto Adige, Sud Tirolo, Val Pusteria, come in molte altre zone del Nord Italia, è molto attesa la notte di Santa Lucia. Tra il 12 e il 13 dicembre, in diverse aree dell’Alto Adige, l’arrivo di Santa Lucia è preceduto da cerimonie per le vie e le piazze dei paesi: gli abitanti, muniti di fiaccole che illuminano la notte più lunga dell’anno, fanno risuonare le strozeghe, barattoli e lattine legate tra loro, per attirare l’attenzione della Santa senza occhi che lascerà in ogni casa cesti di frutta secca, caramelle, e altri doni per i bambini.

Ci sono altri grandi protagonisti che sono parte integrante dei festeggiamenti del Natale in Val Pusteria, come San Nicolò e i Krampus. San Nicolò ha sempre la barba bianca, ma a differenza del cugino più famoso, consegna i suoi regali tra il 5 e il 6 di dicembre, con l’aiuto del suo bastone. La tradizione vuole che gli si lasci un po’ di sale da dare all’asinello che lo sostiene nel suo viaggio, un bicchierino di grappa per affrontare il freddo e una manciata di farina bianca che userà andando via per cancellare le sue tracce durante la notte. Se invece si trova a passare durante il giorno, San Nicolò sarà accompagnato da un angelo e da un corteo di Krampus: diavoli con le sembianze di capra che spaventano piccoli e grandi con grida, balli e rumori.

Nelle vicine Val Sarentino e Val Venosta c’è inoltre il curioso momento del Klöckeln: da Klopfen (bussare) e Glocke (campana), questa antica usanza risale al XVI secolo, e comprende un gruppo non troppo numeroso di persone che, per i tre giovedì dell’avvento, si avviano mascherate sulle stradine che portano alle case. Indossano costumi d’epoca, campanacci, e strumenti musicali tradizionali per attirare l’attenzione. Si muovono in una specie di corteo che segue i Zussler, lo sposo e la sposa capofila. Il loro intento è quello di raccogliere offerte libere dalle famiglie e in cambio cantare antiche melodie. Si dice, inoltre, che più offerte riceveranno più sarà fruttuosa la raccolta del grano l’anno seguente.

Da fine novembre a inizio gennaio le Dolomiti si trasformano in un luogo magico, famoso a livello turistico per i mercatini di cui abbiamo parlato qui. Per respirare la tradizione e capire davvero come si festeggia il Natale in Val Pusteria, una buona idea è trovarsi tra le sue stradine al momento giusto, e guardarsi bene intorno: non si sa mai quanti strani soggetti possiamo incontrare!

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